██████╗ ███████╗████████╗██╗██████╗ ███████╗██████╗ ██╗ █████╗
██╔══██╗██╔════╝╚══██╔══╝██║██╔══██╗██╔════╝██╔══██╗██║██╔══██╗
██████╔╝█████╗ ██║ ██║██████╔╝█████╗ ██║ ██║██║███████║
██╔══██╗██╔══╝ ██║ ██║██╔═══╝ ██╔══╝ ██║ ██║██║██╔══██║
██║ ██║███████╗ ██║ ██║██║ ███████╗██████╔╝██║██║ ██║
╚═╝ ╚═╝╚══════╝ ╚═╝ ╚═╝╚═╝ ╚══════╝╚═════╝ ╚═╝╚═╝ ╚═╝
- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b
¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯
Pistacia lentiscus
──────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────
top
Il mwbalentisco (mwbqmwbgPistacia lentiscus mwbwmwcaL., 1753) è un mwcqarbusto mwcgsempreverde della famiglia delle mwcwAnacardiaceecite-ref-powo-1-0[1]. Secondo il vocabolario Treccani, può essere chiamato anche "lentìschio".
Contents
• Utilizzo
• Legno
• Foglie
• Resina
• Frutti
• Note
──────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────
Descrizione
La pianta ha un portamento cespuglioso, raramente arboreo, in genere fino a 3-4 metri d'altezza. La chioma è generalmente densa per la fitta ramificazione, glaucescente, di forma globosa. L'intera pianta emana un forte odore resinoso. La corteccia è grigio cinerina, il legno di colore roseo.
Le mwgafoglie sono alterne, paripennate, composte da 6-10 foglioline ovato-ellittiche a margine intero e apice ottuso. Il picciolo è appiattito e alato. L'intera foglia è glabra.
Il lentisco è una specie mwggdioica, con mwgwfiori femminili e fiori maschili separati su piante differenti. In entrambi i sessi i fiori sono piccoli, rossastri, raccolti in mwhainfiorescenze a pannocchia di forma cilindrica, portati all'ascella delle foglie dei rametti dell'anno precedente.
La fioritura ha luogo in primavera, da aprile a maggio. I frutti rossi sono ben visibili in piena estate e in autunno e maturano in inverno.
Distribuzione e habitat
Il lentisco è una specie diffusa in tutto il mwkabacino del Mediterraneo prevalentemente nelle regioni costiere, in pianura e in bassa collina. In genere non si spinge oltre i 400-600 metri. La mwkqzona fitoclimatica di vegetazione è il mwkgLauretum. In mwkwItalia è diffuso in mwlaLiguria, nella penisola e nelle isole. Sul versante adriatico occidentale non si spinge oltre mwlqAncona. In quello orientale risale molto più a Nord, arrivando a tutta la costa dell'mwlgIstria.
È una mwmapianta eliofila, termofila e mwmqxerofila, resiste bene a condizioni prolungate di aridità, mentre teme le gelate. Non ha particolari esigenze mwmgpedologiche.
È uno degli arbusti più diffusi e rappresentativi dell'mwoaOleo-ceratonion, spesso in associazione con l'mwoqolivastro e il mwogmirto. Più sporadica è la sua presenza nella mwowmacchia mediterranea e nella mwpagariga. Grazie alla sua frugalità e ad una discreta resistenza agli incendi è piuttosto frequente anche nei pascoli cespugliati e nelle aree più degradate residue della macchia.
Al lentisco vengono riconosciute proprietà mwpgpedogenetiche ed è considerata una specie miglioratrice nel terreno. Il terriccio presente sotto i cespugli di questa specie è considerato un buon substrato per il giardinaggio. Per questi motivi la specie è importante, dal punto ecologico, per il recupero e l'evoluzione di aree degradate.
Utilizzo
Pur avendo perso gran parte della sua antica importanza, il lentisco è una specie che ha ancora una larga utilizzazione per molteplici scopi.
Oli di lentisco
Dal lentisco si possono estrarre diversi oli: un mwqwolio fisso estratto dai semi e due mwraoli essenziali estratti rispettivamente dalle foglie o dai frutti (mwrqN°Cas: 90082-82-9).
In mwrwSardegna l'olio di semi di lentisco (mwsaoll'e stincu)cite-ref-2[2] è stato fino al mwtqXX secolo il mwtggrasso alimentare vegetale più consumato dopo l'mwtwolio d'oliva e dell'olio di olivastro.cite-ref-mastino-3-0[3]cite-ref-meloni-4-0[4] L'olio d'oliva di una certa qualità era infatti destinato alle mense dei ricchi e per le occasioni particolari, mentre gran parte dell'olio prodotto, essendo di scarsa qualità, era utilizzato prevalentemente per alimentare le lampade. L'olio di lentisco era forse apprezzato per le sue spiccate proprietà aromatiche,cite-ref-meloni-4-1[4] di gran lunga superiori a quelle dell'olio lampante, ma in ogni modo si trattava di un alimento destinato alle mense dei poveri, a cui si faceva largo ricorso in periodi di carestia e in occasioni di scarso raccolto dagli olivi e dagli olivastri.cite-ref-mastino-3-1[3]
La tradizione dell'olio di lentisco come grasso alimentare si è persa nella metà del XX secolo, allorché nel Secondo Dopoguerra si è avuta una maggiore diffusione prima dell'mwygolio d'oliva, poi degli altri mwywoli di semi. Si tratta di un olio con una resa bassa (8-13%), di conseguenza relativamente costoso, anche se mwzaestratto a solvente. Una ricerca su una mwzqcultivar tunisina ha rilevato una resa del 35,37%. con una distribuzione di acidi grassi (50-60% mwzgacido oleico, 20-30% mwzwacido palmitico, 10-25% mwaaacido linoleicocite-ref-5[5]cite-ref-6[6]cite-ref-1-7-0[7]cite-ref-2-8-0[8]) molto simile a quella di decine di piante oleaginose con resa molto più alta. L'olio non raffinato si distingue per la sua alta percentuale di mweqtocoli ( tocoferoli e tocotrienoli totali: 1-8 ‰) con una prevalenza di α-tocoferolo, δ-tocoferolo e δ-tocotrienolo, diversamente distribuiti dipendendo dalla varietà, dalle modalità di estrazione, dalla maturazione e dalle condizioni climatiche.cite-ref-2-8-1[8]cite-ref-3-9-0[9] I tocoli e alcuni mwggfenoli presenti nell'olio di semi di lentisco gli attribuiscono forte attività antiossidantecite-ref-1-7-1[7]cite-ref-3-9-1[9]. L'olio di lentisco ha avuto rare utilizzazioni sporadiche come prodotto di nicchia o per scopi folcloristici. Attualmente, può essere usato come ingrediente cosmetico per le sue proprietà idratanti e antimicrobiche con nome mwiwINCI: mwjaPISTACIA LENTISCUS SEED OIL.cite-ref-10[10] Uno studio dimostrerebbe la sua efficacia come cicatrizzante su bruciature fatte con il lasercite-ref-11[11].
Legno
Il legname del lentisco è apprezzato per lavori di mwqgintarsio grazie al colore rosso venato. In passato veniva usato per produrre mwqwcarbone vegetale e ancora oggi è apprezzato per alimentare i forni a legna delle pizzerie, in quanto la sua combustione permette di raggiungere alte temperature in tempi rapidi.
Foglie
Le foglie, ricche di mwrgtannini, venivano usate per la mwrwconcia delle pelli.cite-ref-0-14-0[14] I rami sono usati come verde ornamentale. Tale uso massiccio attraverso tagli indiscriminati senza alcun controllo da parte degli organi preposti sta causando seri danni ai boschi dell'mwtaAlbania, della mwtqTunisia e del sud Italia. Per ovviare a tale distruzione dell'habitat si è cominciato timidamente a coltivarlo (primi impianti nella zona di mwtgLatina).
Le foglie, in Sardegna, venivano messe nelle scarpe dai contadini stessi per lottare contro la proliferazione batterica e i suoi cattivi odori.
Resina
La resina del lentisco è detta mwwamastice di Chio o mwwqmastic e in diverse lingue è indicata con il termine di mwwgmastice. Di colore giallo, veniva usata in passato come mwwwgomma da masticare anche per la sua azione benefica sul cavo orale (rassodante delle gengive e purificante dell'alito)cite-ref-15[15]. È inoltre considerato antidiarroico. Ancora oggi, come per il passato con la resina, sciolta nella mwyatrementina purissima, si prepara una vernice per impieghi artistici (pittura a olio e/o a tempera) sia per "mesticare" colori sia per restauri neutri su dipinti antichi. Le sue caratteristiche ne consentono infatti l'asportazione senza danno alcuno.
Sull'isola greca di mw1aChio, che è il luogo di produzione della resina di maggior pregio, viene preparato un liquore aromatico derivato dalla resina, con funzioni digestive, molto apprezzato, il mw1qMastìka. Inoltre viene prodotto anche un dolce caramelloso noto come "sottomarino vaniglia" (mw1gβανίλια υποβρύχιο, mw1wvanília ipobríchio), così chiamato perché viene servito su un cucchiaino, immerso in un bicchiere di acqua fredda, da mangiare come fosse un lecca-lecca e reimmergere in acqua per farlo ammorbidire di nuovo.
In Sardegna la resina viene usata nella produzione di un gin locale, il Giniu.
Gli impieghi attuali della resina vanno dalla mw2gprofumeria all'mw2wodontotecnica (come componente di paste per le otturazioni e mastici per le dentiere). È anche impiegato come componente nella mw3aproduzione della gomma da masticare e prende il nome di mw3qMastice di Chios.
La resina si può estrarre praticando incisioni sul fusto e sui rami in piena estate e raccogliendola dopo che si è rappresa all'aria. Si sottopone a lavaggio per eliminare le impurità e si conserva dopo essiccazione in contenitori di legno.
Frutti
Il frutto è una drupa, prima rossa e poi nera maturando. Ha un diametro di circa 4mw4w mm.
Giardinaggio
Il lentisco si presta per essere impiegato come componente di giardini mediterranei e giardini rocciosicite-ref-16[16]. Poiché resiste bene alle potature drastiche è adatto anche per la costituzione di siepi geometriche, dal momento che la ramificazione fitta, la vegetazione densa e le ridotte dimensioni delle foglioline si prestano a questo scopo.cite-ref-17[17]
Note
cite-note-powo-11. ↑ mw-q(mw-gmw-wEN) mw-amw-qPistacia lentiscus, su mw-gPlants of the World Online, Royal Botanic Gardens, Kew. mw-wURL consultato il 22 gennaio 2023.
cite-note-22. ↑ mwaqmStincu e mwaqqlistincu sono termini usati in alcune zone della Sardegna per indicare i frutti del lentisco; il termine più comune è tuttavia mwaquchéssa
cite-note-mastino-33. ↑ mwaqsAttilio Mastino, mwaqwLa produzione e il commercio dell'olio nella Sardegna antica, in Mario Atzori e Antonio Vodret (a cura di), mwaq0Olio sacro e profano. Tradizioni olearie in Sardegna e Corsica, Sassari, Editrice Democratica Sarda, 1995, pp.mwaq4 68-69.
cite-note-meloni-44. ↑ mwarqmwaruGiuseppe Meloni, mwaryUso e diffusione dell'olio nella Sardegna medievale, in Mario Atzori e Antonio Vodret (a cura di), mwarcOlio sacro e profano. Tradizioni olearie in Sardegna e Corsica, Sassari, Editrice Democratica Sarda, 1995, p.mwarg 79.
cite-note-55. ↑ Ferlay e al.,Oleagineux, volume 48, pp. 91-97, 1993
cite-note-66. ↑ Marcopoulos , J. Amer. Oil Chem. Soc., volume 42, p.1, 1965
cite-note-1-77. ↑ mwasqImen Ghzaiel, Amira Zarrouk e Thomas Nury, mwasumwasyAntioxidant Properties and Cytoprotective Effect of Pistacia lentiscus L. Seed Oil against 7β-Hydroxycholesterol-Induced Toxicity in C2C12 Myoblasts: Reduction in Oxidative Stress, Mitochondrial and Peroxisomal Dysfunctions and Attenuation of Cell Death, in mwascAntioxidants, vol.mwasg 10, n.mwask 11, 5 novembre 2021, p.mwaso 1772, mwassDOI:mwasw10.3390/antiox10111772. mwas0URL consultato il 22 aprile 2022.
cite-note-2-88. ↑ mwatmMoncef Chouaibi, Leila Rezig e Nesrine Gaout, mwatqmwatuCold pressed Pistacia lentiscus seed oils, Elsevier, 2020, pp.mwaty 373-384. mwatcURL consultato il 22 aprile 2022.
cite-note-3-99. ↑ mwat0Wissal Dhifi, Nahida Jelali e Emna Chaabani, mwat4mwat8Chemical composition of Lentisk (Pistacia lentiscus L.) seed oil, in mwauaAfrican Journal of Agricultural Research, vol.mwaue 8, n.mwaui 16, 2 maggio 2013, pp.mwaum 1395-1400, mwauqDOI:mwauu10.5897/AJAR11.1837. mwauyURL consultato il 20 aprile 2022.
cite-note-1010. ↑ mwauomwausmwauwCosIng - Cosmetics - GROWTH - European Commission, su mwau0ec.europa.eu. mwau4URL consultato il 22 aprile 2022.
cite-note-1111. ↑ mwaviSameh Ben Khedir, Sana Bardaa e Naourez Chabchoub, mwavmmwavqThe healing effect of Pistacia lentiscus fruit oil on laser burn, in mwavuPharmaceutical Biology, vol.mwavy 55, n.mwavc 1, 1º gennaio 2017, pp.mwavg 1407-1414, mwavkDOI:mwavo10.1080/13880209.2016.1233569. mwavsURL consultato il 20 aprile 2022.
cite-note-1212. ↑ mwav8C GARDELI, P VASSILIKI e M ATHANASIOS, mwawamwaweEssential oil composition of Pistacia lentiscus L. and Myrtus communis L.: Evaluation of antioxidant capacity of methanolic extracts, in mwawiFood Chemistry, vol.mwawm 107, n.mwawq 3, 1º aprile 2008, pp.mwawu 1120-1130, mwawyDOI:mwawc10.1016/j.foodchem.2007.09.036. mwawgURL consultato il 22 aprile 2022.
cite-note-1313. ↑ mwawwFaouzia Ben Douissa, Nawel Hayder e Leila Chekir-Ghedira, mwaw0mwaw4New study of the essential oil from leaves ofPistacia lentiscus L. (Anacardiaceae) from Tunisia, in mwaw8Flavour and Fragrance Journal, vol.mwaxa 20, n.mwaxe 4, 2005, pp.mwaxi 410-414, mwaxmDOI:mwaxq10.1002/ffj.1445. mwaxuURL consultato il 22 aprile 2022.
cite-note-0-1414. ↑ mwaxkmwaxomwaxsPistacia lentiscus L., su mwaxwortobotanico.unitus.it. mwax0URL consultato il 17 agosto 2020.
cite-note-1515. ↑ mwayemwayimwaymIl Lentisco, la pianta che sana denti, gengive, stomaco e le emorragie, su mwayqperlavaldorcia.com. mwayuURL consultato il 17 agosto 2020.
cite-note-1616. ↑ mwaykRita, mwayomwaysLentisco: Consigli, Coltivazione e Cura, su mwaywL'eden di Fiori e Piante, 17 agosto 2020. mway0URL consultato il 18 agosto 2020.
Bibliografia
• mwazuSandro Pignatti (1982). mwazyFlora d'Italia. Volume 2. Bologna, Edagricole: 66. ISBN 88-206-2311-0.
• Alba Marchioni Jacobs (1998). mwazkLe piante medicinali della Sardegna. 2. ed. Della Torre, Cagliari: 176-177. ISBN 88-7343-307-3.
• Umberto Boni, Gianfranco Patri & Paolo Rovesti (1977). mwazwScoprire riconoscere le erbe. Fratelli Fabbri, Milano: 366-367.
• Manlio Chiappini (1985). mwaz4Guida alla flora pratica della Sardegna. Carlo Delfino, Sassari.
Altri progetti
Altri progetti
• Wikizionario
• Wikimedia Commons
• Wikispecies
• Wikizionario contiene il lemma di dizionario «Pistacia lentiscus»
• Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Pistacia lentiscus
• Wikispecies contiene informazioni su Pistacia lentiscus
Collegamenti esterni
• citereftreccani-itlentisco, su Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
• citerefenciclopedia-italianaFabrizio Cortesi, LENTISCO, in Enciclopedia Italiana, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1933.
• citerefvocabolario-treccanilentisco, su Vocabolario Treccani, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
• citerefbritannica-com(EN) mastic tree, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
• citerefcatalogue-of-life(EN) Pistacia lentiscus, su Catalogue of Life.
• citerefgbif(EN) Pistacia lentiscus, su gbif.org, Global Biodiversity Information Facility.
• citerefgrin(EN) Pistacia lentiscus, su npgsweb.ars-grin.gov.
• citerefipni(EN) Pistacia lentiscus, su International Plant Names Index.
• citerefitis(EN) Pistacia lentiscus, su ITIS.
• citerefiucn(EN, JA, FR, ES) Pistacia lentiscus, su Lista rossa IUCN.